Un’attrice dietro le quinte è pronta a entrare nel palco di uno spettacolo di successo, ma è recalcitrante e in pieno attacco di panico. Deve essere tirata e obbligata a iniziare la sua performance. Una volta sul palco, Nora, è una forza della natura.

Il “sentimental value” in questo film è rappresentato da vari elementi ma, al centro di tutto e più importante, è la casa dell’infanzia di Nora che in seguito al funerale della madre diventa un raccordo intrecciato di memorie e traumi esumati. Tra questi ricordi, quelli del padre assente Gustav sono fonte di ricordi spiacevoli per Nora: di quando lo aveva in casa litigioso con la madre ma, sopratutto, del momento in cui andò via e rimase per lo più assente per il resto della sua vita adulta.

Gustav non sa comunicare i suoi sentimenti, è un uomo di vecchio stampo, ma anche un regista di successo e un genio del cinema e dell’arte. Solo in quel modo riesce a condividere la sua vita interiore, ed è per questo che propone a Nora e a suo nipotino una parte nel suo prossimo film, girato interamente nella casa. Vuole dire qualcosa alla figlia, ma solo con il cinema può dirla.

Lei fugge e non capisce perché adesso le dia tutte queste attenzioni. Rifiuta il copione che, per un certo periodo, va in mano a un’importante attrice: Rachel. Quest’ultima si impegna, cerca di capire il personaggio, lo studia e chiede a Gustav “qual è il suo motivo: perché alla fine del film la protagonista, dopo aver salutato il figlio, decide di togliersi la vita? Ma non riesce a capire questo personaggio, perché lei non è Nora.

Quando Nora viene convinta dalla sorella a leggere il copione, allora capisce. Capisce che lei è come il padre, che lui come lei ha sofferto degli stessi problemi, anche se con traumi diversi. Si sente vista, ma soprattutto per la prima volta, vede il padre. Rimangono i difetti dell’uomo, i difetti dell figlia, però finalmente adesso si comprendono.

Alla fine Nora gira il film del padre, ma il finale questa volta cambia: dopo aver salutato il figlio va verso il cappio, poi però il figlio torna indietro perché si era scordato qualcosa. Lei corre ad aprirgli, poi lo saluta. Quando torna al cappio, questa volta ci pensa. Sipario.

La casa ha un grosso valore sentimentale, ma forse più negativo che positivo. Simbolicamente, Gustav distrugge e deturpa la casa ristrutturandola e rendendola moderna, una vera tabula rasa. Solo così si può ripartire. Ma questa volta, per scollegare il significato e i ricordi dalla casa, decide di girare il film interamente in un set.

Un film contenuto, che vuole raccontare una storia profondamente personale con una regia semplice, ma precisa. Ho apprezzato la leggerezza dell’interpretazione di Stellan Skarsgård, che nascondeva una profondità tale da farti quasi pensare che per lui, quella storia, era reale.

TMDB: Sentimental Value


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