Il documentario ripercorre l’anno di costruzione del primo Disneyland ad Anaheim, ormai parte della città metropolitana di Los Angeles, ma che al tempo era terreno libero a 50 minuti dalla città.

Il documentario utilizza immagini restaurate e colorate della costruzione, facendo a meno dell’utilizzo delle videointerviste ai personaggi al centro della creazione di questo parco. Invece mantiene sempre le immagini dei lavoratori, ingegneri e artisti che lavorano ininterrottamente lasciando solo la voce di interviste di repertorio o nuove per rendere centrale il lavoro che veniva svolto nel parco.

Il documentario scorre con tensione e grande attesa per la scadenza vicinissima di apertura del parco, in totale circa 7 mesi, lasciando lo spettatore incollato allo schermo nonostante sappia che poi tutto è andato bene.

Il documentario è comunque un prodotto di propaganda Disney, tralasciando reali problemi o controversie, citando per esempio gli scioperi come mero ostacolo da superare per terminare il lavoro.

Il parco resta, comunque, un’opera di immaginazione, progettazione e creazione incredibile, resa possibile solo dal genio visionario di Walt Disney. Si resta a bocca aperta per ciò che è stato possibile realizzare ormai 70 anni fa con terra brulla e ingegno umano.

Il documentario racconta comunque una storia, ed è una lettera di ringraziamento per chi l’ha reso davvero possibile.


<
Previous Post
Sentimental Value
>
Next Post
Come nascono le storie - Pablo Trincia